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23/03/2026

Milano: fra opportunità e lentezza nella corsa alla sostenibilità

di redazioneqm

Il rapporto Ecosistema Urbano 2025 fotografa un’Italia delle città ancora in affanno sul versante della sostenibilità ambientale: nessuna città raggiunge un punteggio pieno (100 %), la media generale resta a circa 54,24 %, in calo rispetto al 56,41 % di due anni fa

Milano: fra opportunità e lentezza nella corsa alla sostenibilità

Per Milano il giudizio non è dei migliori: la metropoli si colloca al 57° posto con un punteggio del 54,40%.

Legambiente. L’indicatore del trasporto pubblico locale (tpl) mostra dati incoraggianti per Milano: l’anno 2024 registra 424 passeggeri trasportati per abitante nella città, in crescita rispetto ai 415 del 2023, ai 357 del 2022 e ai 303 del 2021.

Milano viene citata nel rapporto come esempio di rigenerazione urbana, in particolare nella riqualificazione dell’area ex-Ansaldo in polo culturale e creativo.

Nonostante i miglioramenti nel tpl, lo scatto complessivo verso la sostenibilità appare rallentato: l’indicatore globale posiziona Milano in una fascia medio-bassa rispetto alle altre città capoluogo.

Il consumo di suolo urbano (nuovo impermeabilizzato) continua a crescere a livello nazionale, +6,3 m² per abitante fra il 2018 e il 2023, un segnale che riguarda anche realtà urbane come Milano.

Rete di piste ciclabili, estensione delle zone pedonali e delle ZTL le performance sono in molti casi in calo: per i capoluoghi la media della superficie urbana dedicata alla ciclabilità è diminuita e anche le isole pedonali sono leggermente ridotte.

Milano, come molte grandi città italiane, deve confrontarsi con problemi tradizionali come qualità dell’aria (smog) e perdite nella rete idrica.

Cosa può fare Milano (e dovrebbero fare le grandi città)? Sfruttare e intensificare la riqualificazione urbana (come già accennato con l’ex Ansaldo) per trasformare gli spazi in cui la mobilità privata è elevata in zone più vivibili, verdi e meno centrali all’auto. Accelerare sulla mobilità attiva: rendere più capillare e sicura la rete ciclabile, aumentare le isole pedonali, estendere le ZTL. Milano ha già potenziale e strumenti, ma serve decisione politica e coerenza urbanistica. Ridurre ulteriormente la dipendenza dall’auto privata: il tpl cresce, ma è necessario che diventi velocità, capillarità, comfort tali da attrarre quote maggiori di utenti.

Contrastare maggiormente il consumo di suolo: ogni nuovo m² impermeabilizzato sottrae risorse alla città resiliente. Riqualificazione invece di espansione è la parola chiave. Promuovere interventi di adattamento al clima: alberature, ombreggiamento, gestione idrica efficiente (dato che Milano, come le altre città, è interessata dal tema delle perdite d’acqua). Approfittare della visibilità del rapporto per rilanciare politiche locali che possano tradursi in migliori indicatori ambientali nel prossimo rapporto.

Milano mostra segnali positivi (tpl in crescita, progetti di rigenerazione urbana), ma il posizionamento complessivo e il punteggio ottenuto indicano che non basta la discreta performance in alcuni ambiti: serve un salto qualitativo concreto. Il rapporto Ecosistema Urbano 2025 lo dice chiaramente: le città italiane “faticano a rispondere alle emergenze urbane e a programmare interventi tesi al raggiungimento di buoni livelli di sostenibilità”. Per Milano — che ha mezzi, risorse e livello di attenzione pubblica — la sfida è trasformare potenziale in risultati misurabili. Il 54,40 % indica un terreno ampio di miglioramento. Che la metropoli voglia o no, la transizione ambientale non è più opzionale: è una condizione di competitività urbana, qualità della vita e resilienza.