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23/04/2026

Nuovo test al Policlinico: in 15 minuti rivela se la febbre dei bambini è data da virus o batteri

di Daniele Angi

Per la prima volta in un Pronto Soccorso della Lombardia arriva una tecnologia che analizza la risposta immunitaria e guida i medici verso terapie più mirate

Nuovo test al Policlinico: in 15 minuti rivela se la febbre dei bambini è data da virus o batteri

Al Policlinico di Milano è entrato in funzione uno strumento che potrebbe cambiare il modo in cui si affrontano le febbri acute nei bambini. Si tratta del test MeMed BV, un dispositivo di diagnostica rapida capace di distinguere in pochi minuti se un’infezione è di origine virale o batterica. Un’informazione che, in Pronto Soccorso, può fare la differenza tra un antibiotico necessario e uno evitabile.

Il Policlinico è il primo Pronto Soccorso pediatrico della Lombardia a utilizzare questa tecnologia, già disponibile solo in pochi centri italiani. A illustrarne il funzionamento sono Annapaola Callegaro, direttrice della Microbiologia e Virologia, e Filippo Salvini, direttore del Pronto Soccorso pediatrico.

Diagnosi immediata senza passare dal laboratorio

Il test rientra nella categoria dei Point of Care Testing (POCT), cioè quegli esami che possono essere eseguiti direttamente al letto del paziente, senza inviare il campione ai laboratori centrali. La procedura è semplice: si effettua un piccolo prelievo di sangue, il campione viene inserito in una cartuccia monouso, la cartuccia viene poi posizionata in un macchinario dedicato presente in Pronto Soccorso.

Dopo circa 15 minuti il dispositivo restituisce un risultato che indica la probabilità che l’infezione sia virale o batterica, con un livello di affidabilità elevato e validato dalla Regione Lombardia nell’ambito della medicina di laboratorio decentrata.

Come funziona: tre biomarcatori e un algoritmo di intelligenza artificiale

La novità non sta solo nella rapidità, ma nel modo in cui il test interpreta la risposta immunitaria. MeMed BV analizza tre biomarcatori chiave: TRAIL, IP-10 e CRP (proteina C-reattiva).

Questi valori vengono elaborati da un algoritmo di intelligenza artificiale che traduce la complessità della risposta immunitaria in un’indicazione chiara: il corpo sta reagendo a un virus o a un batterio? Una distinzione che spesso non è immediata, soprattutto nei bambini che arrivano in Pronto Soccorso con febbre alta e sintomi respiratori.

Chi può farlo

Il test è pensato per bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 18 anni, ma può essere utilizzato anche negli adulti. È indicato in caso di febbre associata a infezioni acute delle alte e medie vie respiratorie, come faringiti, tonsilliti o bronchiti. Sono esclusi solo alcuni pazienti: chi ha immunodeficienze, chi soffre di malattie infiammatorie croniche attive, chi ha subito un intervento chirurgico recente.

Perché è importante: meno antibiotici inutili, cure più precise

Il test non sostituisce la valutazione clinica, ma diventa un supporto prezioso per i medici. Sapere rapidamente se l’origine della febbre è virale o batterica permette di iniziare subito la terapia più appropriata, evitare antibiotici non necessari, riducendo il rischio di favorire batteri resistenti, limitare esami più invasivi o lunghi, spesso difficili da gestire in urgenza pediatrica.