Gruppo editoriale More News - Edizione locale IlNazionale.it
Gruppo editoriale More News - Edizione locale IlNazionale.it

Cerca nel sito

21/03/2026

Commercio, evitare il rischio desertificazione. Sangalli: “Più innovazione, meno burocrazia e carico fiscale”

di Daniele Angi
Commercio, evitare il rischio desertificazione. Sangalli: “Più innovazione, meno burocrazia e carico fiscale”




Economia milanese a trazione terziario, numeri importanti nell’attrattività e nel turismo (+ 31,9% negli arrivi), ma crescente sofferenza della rete di vicinato. Nel 2025 già cessate a Milano 473 attività commerciali

Gli 80 anni di Confcommercio sono 80 anni di storia italiana e dunque di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Una storia – afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli scritta da piccole, medie e grandi imprese del terziario di mercato che sostengono l’occupazione e garantiscono benessere diffuso. Oggi la Grande Milano e il suo territorio sono cambiati profondamente e sono soprattutto a trazione commerciale. Tuttavia, la desertificazione dei centri urbani è un rischio reale che va maggiormente contrastato con più innovazione e meno burocrazia e carico fiscale”.

80 anni di storia per Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e la conferma, dai dati, del ruolo preponderante delle imprese del terziario rappresentate nell’economia e nello sviluppo dei nostri territori.

Economia vocata al terziario

A Milano e Città Metropolitana il 75% delle imprese (oltre 237mila) è nel terziario: una tendenza di crescita costante, lo rileva il Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, dal 1997 (con un solo stop significativo, - 16,7%, nel 2007). A molta distanza (14%) le costruzioni e l’industria (8%). Ed il 74% degli addetti (oltre 1 milione e 275mila persone) lavora nel terziario: un andamento costante di crescita (senza battute d’arresto) dal 2014 al 2024.

La spinta del turismo

Milano Città Metropolitana ha nel turismo e nell’attrattività con i grandi eventi una leva sempre più importante per l’economia: dal luglio 2019 al luglio di quest’anno (dati elaborati dal Centro Studi) gli arrivi turistici sono cresciuti del 31,9%: da 883.660 a 1.165.872. L’incremento sarebbe del 541,5% se si raffrontasse il dato di luglio 2025 con il luglio 2020 in piena emergenza Covid (solo 181.682 arrivi). La spesa turistica generata soltanto da alcuni grandi eventi (le Milano Fashion Week, il Salone del Mobile, il Gran Premio di Formula Uno di Monza) è stata, quest’anno, di quasi 900 milioni di euro. 

L’attesa per i Giochi Olimpici e Paralimpici

C’è attesa, da parte delle imprese del terziario, per gli ormai molto vicini Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2026 (elaborazione del Centro Studi sul sondaggio che ha coinvolto le Confcommercio lombarde, del Veneto e del Trentino Alto Adige): il 75% degli operatori (quasi 600 imprese) si aspetta un incremento di fatturato; il 7% ha in previsione di assumere nuovo personale e gli investimenti riguardano soprattutto attività di marketing e comunicazione (19,4%).

Intelligenza artificiale: in due anni il 26% in più delle imprese la utilizza

Da una prima analisi dei dati emersi dall’indagine di aggiornamento di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza sull’impatto dell’Intelligenza artificiale (risposte da oltre 1.000 imprese) cresce del 26% il numero di imprese del terziario nel nostro territorio che utilizza l’AI.

Il rischio desertificazione commerciale

A Milano città i negozi, alimentari e non alimentari, sono oltre 25 mila, in calo dell’1,2% in un anno (2024 su 2023): per gli alimentari -1,5%, per i non alimentari -1,7%.

I pubblici esercizi globalmente considerati (quindi anche mense, catering ecc.) sono, invece, oltre 15.800 con un lieve calo rispetto al precedente anno (-0,4% sempre 2024 su 2023).

Nei primi sette mesi – elaborazioni del Centro Studi su dati del registro Imprese – Milano ha perso 473 attività commerciali: il 78% in periferia e il 22% in centro. La rete commerciale di vicinato soffre, maggiormente, nella periferia nord (Municipi 2 e 9) ma le chiusure maggiori, il 7%, si sono registrate nell’area Lorenteggio-Giambellino (poi 5,7% Casoretto-Lambrate; 5,4% Turro-Crescenzago-via Padova; 5,4% Città Studi-Argonne e Porta Genova-Tortona). Fra le categorie merceologiche a soffrire di più sono abbigliamento (14,6% delle cessazioni), calzature (7,8%) e arredamento (5,8%) in centro; abbigliamento (8,9% delle cessazioni) e vendita di alimentari e bevande (8,1%) in periferia. I costi d’affitto, i cambi di destinazione d’uso, la concorrenza di piattaforme online e di catene di vendita globali sono fra le maggiori cause di questa depauperazione del territorio che genera anche degrado urbanistico e problemi di sicurezza. Possibili interventi per contrastare la desertificazione commerciale: sgravi fiscali e agevolazioni per gli esercizi commerciali; una ripartizione più equilibrata della distribuzione commerciale sul territorio, meccanismi per calmierare i prezzi degli affitti; favorire destinazioni d’uso miste (commercio, artigianato, ma anche servizi per i cittadini); incentivare gli eventi che coinvolgano le attività commerciali (senza costi burocratici esorbitanti).